Materiali e contributi sul lavoro migrante e sui movimenti e lotte dei migranti

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sabato, 11 aprile 2009
Da Che Parte Stare: appello per una mobilitazione nazionale, contro la crisi, contro il razzismo

L'appello riportato qui di seguito, frutto dell'assemblea tenutasi a Bologna lo scorso 7 marzo, intende avviare un percorso di mobilitazione in grado di investire tutte le associazioni, i coordinamenti, le organizzazioni di migranti e antirazzisti contro il pacchetto sicurezza, il razzismo istituzionale, gli effetti della Bossi-Fini all'interno della crisi. Si tratta di un percorso aperto a tutti coloro che vogliano prendervi parte e arricchirlo con le loro mobilitazioni, con ogni genere di iniziativa, dibattito e presa di posizione che possa contribuire a radicarlo nelle lotte quotidiane nei diversi territori. Per queste ragioni, tutte le realtà che ne condividono i contenuti possono aderire all'appello inviando una mail a da.che.parte.stare@gmail.com.

DA CHE PARTE STARE

La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il "pacchetto sicurezza" inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilità. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia precarietà, sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, l'espulsione una possibilità sempre presente. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.

Il razzismo istituzionale colpisce duro: il Governo Berlusconi, con la Lega Nord in prima fila e buona parte dei media, hanno dato il via ad una campagna di odio che si indirizza prevalentemente contro i "clandestini" ma criminalizza tutti i migranti giustificando il loro sfruttamento. La proposta di un "contributo" per il rinnovo dei permessi -- che si aggiunge al furto dei contributi previdenziali e pensionistici che non possono essere ritirati -- mostra che il salario dei migranti è considerato risorsa sempre disponibile. Si tratta di denaro che, con quello di tutti i lavoratori, pagherà nuovi Centri di identificazione ed espulsione. E mentre il razzismo istituzionale si legittima sul corpo delle donne facendo strada a ronde e linciaggi popolari, la violenza continua nelle case, i tagli alla scuola e al welfare pretendono di rinchiudere tutte le donne tra le mura domestiche, riservando alle migranti solo un posto da "badanti". Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.

La crisi mostra spietatamente che lo sfruttamento non conosce differenze: tutti hanno mutui e affitti da pagare, l'incubo del giorno dopo. Il razzismo istituzionale impedisce però ai migranti di sperare persino nelle già povere "misure anticrisi". Ammortizzatori sociali, piani edilizi, bonus bebè non li riguardano: devono solo pagare, e farlo in silenzio. L'abolizione del divieto di denunciare i migranti irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie è l'espressione più meschina di una strategia che vuole produrre una clandestinità politica oltre che legale. Impedire di certificare la nascita dei figli e delle figlie dei migranti senza documenti pone un'ipoteca sulle prossime generazioni. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.

Contro i colpi duri della crisi e del razzismo istituzionale, la risposta deve essere altrettanto forte. È ora di scegliere DA CHE PARTE STARE, e tutti e tutte siamo chiamati in causa. Le organizzazioni autonome dei migranti, che in questi anni hanno tenuto alta la lotta contro la legge Bossi-Fini, le associazioni e i movimenti antirazzisti, i sindacati, tutti siamo tenuti a schierarci contro questa politica del razzismo. Fino a quando i migranti saranno esposti al ricatto, tutti saranno più ricattabili. È tempo di ritessere il filo della solidarietà, di avviare in ogni territorio una nuova grande azione concreta di lotta capace di opporsi a un attacco alle condizioni di vita che colpisce prima di tutto i migranti, ma non solo i migranti.

È ORA DI STARE DALLA PARTE DEI MIGRANTI E DELLE MIGRANTI. Per questo, facciamo appello a tutti i lavoratori, le lavoratrici, gli studenti e le studentesse, le associazioni e i sindacati, affinché siano parte di questa lotta. Con questo appello inizia il percorso per una mobilitazione che arrivi a una grande manifestazione nazionale entro il mese di maggio in una città del nord, dove più evidenti sono le caratteristiche dell'offensiva del razzismo istituzionale e più marcati gli effetti della crisi.

Affinché gli effetti della legge Bossi-Fini non amplifichino quelli della crisi,
NOI CHIEDIAMO:

  • che i permessi di soggiorno siano congelati in caso di licenziamento, cassa integrazione, mobilità, sospensione dal lavoro;
  • che i migranti, così come tutti quei lavoratori che non usufruiscono di ammortizzatori, partecipino alla pari di ogni altro lavoratore a ogni misura di sostegno e vedano salvaguardati i contributi che hanno versato;
  • che i migranti e tutti i lavoratori possano rinegoziare i loro mutui in caso di perdita del lavoro; il blocco degli sfratti per tutti i lavoratori e le lavoratrici nella stessa condizione, perché sappiamo che un migrante senza contratto di locazione è un lavoratore clandestino;
  • il mantenimento del divieto di denuncia dei migranti senza documenti che si rivolgono alle strutture sanitarie e della possibilità di registrare la nascita dei loro figli;
  • il blocco della costruzione di nuovi centri di identificazione ed espulsione, l'utilizzo dei fondi stanziati per iniziative a favore di tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, la cancellazione di ogni norma che preveda l'allungamento dei tempi di detenzione, la chiusura dei CIE.
  • la garanzia di accesso al diritto d'asilo e il blocco immediato dei respingimenti alla frontiera in attesa della promulgazione di una legge organica in materia.

Coordinamento immigrati Brescia
Coordinamento Migranti Bologna e Provincia
Rete migranti Torino
MayDay Milano
Impronte - Rete per la libertà di movimento Roma
ADL-COBAS Federato RDB/CUB Padova, Treviso, Rovigo
Rete 28 aprile
Associazione Città migrante - Reggio Emilia
Coordinamento migranti Fiom-CGIL – Parma
Coordinamento lavoratori immigrati CGIL - Reggio Emilia
Coordinamento immigrati CGIL – Brescia
Associazione diritti per tutti – Brescia
Sportello Illegale CSOA Gabrio – Torino
Razzismo Stop Padova e Venezia
Cittadinanza globale – Verona
Ya Basta! - Bologna
Coordinamento migranti Terza Italia – Senigallia
Coordinamento migranti basso mantovano
Sinistra critica - movimento per la sinistra anticapitalista
Laboratorio femminista Kebedech Seyoum
CSOA Casaloca – Milano
Coordinamento Nord Sud del mondo firme in aggiornamento

Coordinamento migranti FIOM-CGIL Bologna

firme in aggiornamento, per asesioni: da.che.parte.stare@gmail.com

Postato da: coordmigranti a 14:25 | link | commenti
2009

venerdì, 20 febbraio 2009
Firme appello Contro il Lavoro del Razzismo

Noi:
Babacar Ndiaye, Coop Adriatica, Bologna;
Achak Najat, MD Assemblaggi, Bologna;
Boukhbiza Mohamed Rafia, commerciante Bologna;
Bentachfine Houria, Operatrice socio sanitaria, Bologna;
Ilyas Muhammad, commerciante, Bologna;
Sene Bazir, Riverit, Ozzano dell’Emilia (Bo);
Zarrak Abdelghani, Intercoser, Calderaia di Reno (Bo);
Salah Ourahouane, Nigelli Imballaggi, Sasso Marconi (Bo);
Nadi Brahim, Consorzio Carni CONAD, Reggio Emilia;

migranti del Coordinamento migranti di Bologna e provincia e del Tavolo migranti abbiamo indirizzato il seguente  appello a lavoratori e sindacalisti italiani per rispondere alla situazione pesante e grave che i migranti stanno vivendo nei luoghi di lavoro.


Contro il lavoro del razzismo

C’è una bruttissima aria in giro. Dicono che c’è un problema di sicurezza. Noi ne sappiamo qualcosa di insicurezza. E non solo per i continui infortuni sul lavoro: mai come in questo momento il salario è incerto, il posto di lavoro è insicuro, i diritti conquistati in anni lotte sono messi dubbio.

Dicono che è un problema di culture diverse. Noi diciamo che lavorare insieme è duro, perché le condizioni di lavoro diventano sempre più dure. Noi diciamo che non è un problema di razza, di cultura, di clandestinità. Noi diciamo che oggi tutti i lavoratori sono trattati come clandestini, visto il silenzio di tomba che circonda la loro condizione.

Dicono che i migranti che lavorano senza il permesso di soggiorno devono essere considerati dei criminali. Noi dichiariamo che non siamo più disposti a farci dividere e comandare favorendo il razzismo dentro e fuori il posto di lavoro. Noi dichiariamo che non permetteremo che il nostro compagno o la nostra compagna di lavoro siano marchiati per il colore della loro pelle o per la loro provenienza.


Noi riconosciamo che ogni discriminazione nei confronti di un altro lavoratore prima o poi viene pagata da tutti i lavoratori. Noi sappiamo da tempo che i ricatti e la precarietà imposti per legge ai migranti sono solo il laboratorio della precarietà e dei ricatti che chi governa l’insicurezza riserva a tutti noi.

Per questo, noi dichiariamo che non contribuiremo in alcun modo e in nessun luogo al lavoro del razzismo. Abbiamo già abbastanza problemi con il nostro lavoro quotidiano.

Hanno firmato:
Roberto Firenze, delegato Rsu Comune di Milano, SdL intercategoriale;
Fabio Clerici, delegato Fiom – Marzoli spa Palazzolo sull’Oglio (BS);
John Gilbert, RSU Ateneo fiorentino;
Moreno Verdi, RSU Ateneo fiorentino;
Bruno Dema, iscritto alla FLC CGIL,  Genova;
Gianni Rinaldini, Fiom
Giorgio Cremaschi, Fiom
Sveva Haertter, Fiom
Sergio Bellavita, Segretario Fiom, Parma
Cristina Bariselli, operaia metalmeccanica, Brescia;
Marco Dotti, operatore sociale (cooperative), Brescia;
Fabrizio Burattini, Segretario CGIL Roma Sud;
Paolo Caruso
Amabile Carretti, segretaria CGIL, Reggio Emilia;
Chiara Carratù, insegnante precaria;
Riccardo Filippini, delegato sindacale FILCEM, GlaxoSmithKline, Verona;
Maria Cristina Costantini, Università degli Studi di Siena, Biblioteca Centrale di Medicina;
Paolo Ranieri, Coordinatore regionale INPS Puglia;
Massimo Dalla Giovanna, RSU Fiom Marconi Ericsson, Genova;
Norma Bertullacelli, insegnante, Genova;
Massimo Zocchi, Fp CGIL Livorno (Rsa comparto SSAEP), Rete28Aprile;
Rossano Di Nicola, RSU Frigor box, Scandiano (RE);
RSU-RLS FIOM CGIL della Fomas Spa, Osnago Coletti Giuseppe;
Francesco Anfossi,  Pavia;
Laura Beretta, Pavia;
Licia Pera, RSU ARES 118, Roma;
Stefano Mori, SdL intercategoriale, Comune di Brescia;
Giuseppe Gomini, lavoratore Ducati motor;
Claudio Conconi, Direzione e Direttivo della CDLM di Bologna;
Veniero Gaggio;
Margherita Recaldini, RSU SdL intercategoriale, comune di Brescia;
Titti Santulli, delegata RSU, comune di Salerno;
Massimo Iula;
Francesco Ladu, studente universitario;
Silvia Cortesi, Milano, Deutsche Bank;
Vladimiro Lionello, Vigevano;
Elena Carradori, gruppo PRC Regione Veneto;
Renato Cardazzo, gruppo PRC Regione Veneto;
Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale PRC Regione Veneto;
Giovanna Sabatino;
Davide Bacchelli, RSU Fiom Gruppo IMA, Bologna;
Giuliana Righi, Segreteria Regionale FIOM Emilia Romagna;
Luciano Monari, RSU KPL Packaging, Bologna;
Marco Odorici, Delegato KPL Packaging, Bologna;
Andrea Bonasoni;
Maurizio Patelli, RSU FIOM KPL Packaging, Bologna;
Dario Rovelli, RSU FIOM  Faba-Sirma, Parma;
Renzo Fanzini, RSU CFT, Parma;
Andrea Mozzoni, RSU Robuschi, Parma;
Annamaria Rivera, Università di Bari;
Fabrizio Tomaselli, Coordinatore Nazionale SdL intercategoriale;
Paolo Tani, Roma SdL intercategoriale;
Rossana De Simone, delegata RdB/CUB Bologna;
Luigia Pasi, Milano, Consiglio regionale Lombardia;
Diego Perez, SdL intercategoriale, Ipercoop Livorno;
Fabiola Bravi, Coordinamento Provinciale SdL intercategoriale, Roma;
Luigi Sorge, RSU SdL intercategoriale FIAT Cassino (FR);
Michele Salvi, delegato RSU Consiglio regione Lombardia,  Milano;
Enza Asciano, ASL Brescia;
Enzo Saraco, operaio FIAT auto Mirafiori, Coordinamento SdL, Torino, res. Piossasco(TO);
Terenzio Ferretti, assistente di volo;
Ergio Ruggieri, delegato RSU-S.A.F., Jesi;
Sabino Montaruli, Comune di Brescia;
Matteo Maserati, Cinisello B. (MI);
Cinzia Oliva, lavoratrice del pubblico impiego;
Angelo Maria Di Naro, insegnante, Assago (MI);
Claudio Mendicino, Medico del Lavoro ASL MI 1, Delegato SdL Intercategoriale, Milano;
Marco Fonti Castelbonese, Villasanta (MI);
Giovanna Canigiula;
Bassani Fabrizio; insegnante al "De Fabris", Campolongo sul Brenta (VI);
Andrea Vigni, San Giorgio di Susa, (TO), Ex lavoratore Azimut-Benetti Spa, ex-candidato RSU,
Lucia Bisetti, operaia presso l'Azimut di Avigliana;
Devi Sacchetto, Padova;
Emidia Papi, Federazione RdBCUB;
Sabino Venezia, RdBCUB  Osp S.Eugenio, Roma;
Emilia Polzella, delegato RSU/RdB Osp S. Eugenio, Roma;
Stefano Zecchetti, delegato RSU/RdB Osp. Pertini, Roma;
Peppe Nardi, RdBCUB Osp. San Camillo, Roma;
Laura Bielli, RdBCUB Amm.Ne Provinciale, Roma;
Angelo Fascetti, RdBCUB Amm.Ne Provinciale, Roma;
Carla Mancini, RdBCUB Amm.Ne Provinciale, Roma;
Luciano De Gregorio, RdBCUB Amm.Ne Provinciale, Roma;
Fulvio Vescia, RdBCUB ACEA, Roma;
Roberto Chiarelli, RdBCUB Inps;
Francesco Provenzano, delegato RSU/RdB, ACI; 
Aldo di Napoli, RdBCUB Ministero del Lavoro;
Pio Congi, RdBCUB Settore privato;
Luigi Marinelli, RdBCUB Coop. Sociali, Bologna;
Enzo De Vincenzo, RdBCUB Ministero Comunicazioni, Napoli;
Gaetano Marati, RdBCUB Osp. San Paolo Napoli;
Giuliano Greggi, RdBCUB, Ministero della Difesa;
Daniela Rosone, RSU RdB Ministero della Giustizia;
Luigi Casali, RdBCUB INPS, Torino;
Rosalba Guglielmi, RdBCUB, Potenza;
Luigi Romagnoli, RdBCUB INPS, Roma;
Massimo Briguori, RdBCUB Inpdap, Roma;
Patrizio Cacciotti, Fed.ne RdBCUB, Latina;
Lino Rocchi, Fed.ne RdBCUB,Viterbo;
Paolo Bettuzzi, RSU Robuschi, Parma;
Gianni Pistonesi, comitato centrale FIOM;
Ugo Bertinelli, RSU SMA, Parma;
Francesco Castellan, lavoratore INPS Bassano del Grappa;
Giuliana Pornaro, lavoratrice INPS Bassano del Grappa;
Massimiliano Piantanida, lavoratore INPS Bassano del Grappa;
Maurizio Fontana, lavoratore INPS Bassano del Grappa;
Circolo Lavoro di Sinistra Critica di Roma;
Centro sociale 28 maggio, Rovato (BS);
Circolo “P. Impastato” Rifondazione Comunista, Veglie (LE);

Per sottoscrizioni: contro.il.lavoro.del.razzismo@gmail.com

Postato da: coordmigranti a 08:37 | link | commenti (1)
appello, razzismo, 2009, lavoro migrante deriveapprodi

mercoledì, 12 novembre 2008
Lavoro In Formazione: foglio di discussione sulle trasformazioni dell'Università e della scuola

Pubblichiamo Lavoro In Formazione, un contributo alla discussione sulle trasformazioni dell'Università e dell scuola esito dell'elaborazione collettiva di un gruppo di docenti dell'università e della scuola, precari e precarie dell'univerisità e genitori di varie città (Bologna, Macerata, Milano, Padova, Salerno, Urbino, Vicenza).

"...dalla scuola all'univeristà, la riforma va presa sul serio anche oltre la scuola e oltre l'unviersità, perché sul lavoro e sull'organizzazione della società nel suo complesso che essa intende far pesare la violenza 'naturale' dell'ineluttabilità economica [..]. Siamo sulla cresta di un'onda composta da studenti, insegnanti e genitori che non accettano di essere oggetto di una miserabile dequalificazione di ogni formazione presente e futura. Un gioco al ribasso, soprattutto nei diritti [..] che investe anche altre categorie, gli operai e i migranti ad esempio, con le quali sarebbe opportuno cercare punti di contatto e canali di comunicazione. La possibilità che si apre per il soggetto collettivo protagonista delle mobilitazioni di queste settimane è allora quella di un nuovo campo di esperienza politica."

"Proponiamo questo foglio al dibattito del movimento nella convinzione che sia necessario approfondire il più possibile l'analisi delle trasformazioni attuali dell'intero sistema della formazione."


Leggi tutto (.PDF)

Postato da: coordmigranti a 15:22 | link | commenti (1)
formazione, welfare, 2008

giovedì, 03 luglio 2008
Appello "Contro il lavoro del razzismo"

Numerose personalità del mondo sindacale, lavoratori e lavoratrici, hanno promosso un appello/sottoscrizione per rifiutare la logica della divisione dei lavoratori prodotta dal razzismo dentro i luoghi di lavoro. Un appello importante che inivitiamo a sottoscrivere e far circolare, per ribadire il rifiuto del razzismo, e che ogni legge sull'immigrazione che discrimini i lavoratori migranti è una legge che colpisce tutti i lavoratori:


Appello: contro il lavoro del razzismo

C’è una bruttissima aria in giro. Dicono che c’è un problema di sicurezza. Noi ne sappiamo qualcosa di insicurezza. E non solo per i continui infortuni sul lavoro: mai come in questo momento il salario è incerto, il posto di lavoro è insicuro, i diritti conquistati in anni lotte sono messi dubbio.

Dicono che è un problema di culture diverse. Noi diciamo che lavorare insieme è duro, perché le condizioni di lavoro diventano sempre più dure. Noi diciamo che non è un problema di razza, di cultura, di clandestinità. Noi diciamo che oggi tutti i lavoratori sono trattati come clandestini, visto il silenzio di tomba che circonda la loro condizione.

Dicono che i migranti che lavorano senza il permesso di soggiorno devono essere considerati dei criminali. Noi dichiariamo che non siamo più disposti a farci dividere e comandare favorendo il razzismo dentro e fuori il posto di lavoro. Noi dichiariamo che non permetteremo che il nostro compagno o la nostra compagna di lavoro siano marchiati per il colore della loro pelle o per la loro provenienza.

Noi riconosciamo che ogni discriminazione nei confronti di un
altro lavoratore prima o poi viene pagata da tutti i lavoratori. Noi sappiamo da tempo che i ricatti e la precarietà imposti per legge ai migranti sono solo il laboratorio della precarietà e dei ricatti che chi governa l’insicurezza riserva a tutti noi.

Per questo, noi dichiariamo che non
contribuiremo in alcun modo e in nessun luogo al lavoro del razzismo. Abbiamo già
abbastanza problemi con il nostro lavoro quotidiano.

Per sottoscrizioni: contro.il.lavoro.del.razzismo@gmail.com

scarica l'appello in formato pdf. QUI



Postato da: coordmigranti a 17:38 | link | commenti

Frontex nell'area del Mediterraneo

Mentre in Italia si discute di "pacchetto sicurezza", le offensive dei governi agiscono nel quadro europeo controllato da Frontex, agenzia europea di controllo e pattugliamento delle frontiere. Pubblichiamo l'intervento di Devi Sacchetto (Tavolo Migranti - Frassanito Network) durante il seminario organizzato nell'ambito dell'iniziativa "SHUT DOWN FRONTEX!", tenutasi a Varsavia il 5 giugno 2008. L'iniziativa è stata l'ottavo anello nella catena transnazionale di lotta dei migranti.

"Uno degli ultimi progetti finanziati dall’Unione europea è Frontex. Ma che cos’è Frontex? Qual è il suo ruolo? Persino le autorità libiche, durante la missione di Frontex in Libia, non erano in grado di capirne il ruolo, che identificavano con quello dell’Unione Europea e della sua commissione. Frontex è un’agenzia dell’Ue che opera in modo profondamente oscuro e segreto, sebbene riceva molti fondi pubblici...."

leggi tutto l'intervento
in italiano - in inglese

Postato da: coordmigranti a 15:56 | link | commenti
confini, 2008, frassanito network, europa frontex