Numerose personalità del mondo sindacale, lavoratori e lavoratrici, hanno promosso un appello/sottoscrizione per rifiutare la logica della divisione dei lavoratori prodotta dal razzismo dentro i luoghi di lavoro. Un appello importante che inivitiamo a sottoscrivere e far circolare, per ribadire il rifiuto del razzismo, e che ogni legge sull'immigrazione che discrimini i lavoratori migranti è una legge che colpisce tutti i lavoratori:
Appello: contro il lavoro del razzismo
C’è una bruttissima aria in giro. Dicono che c’è un problema di sicurezza. Noi ne sappiamo qualcosa di insicurezza. E non solo per i continui infortuni sul lavoro: mai come in questo momento il salario è incerto, il posto di lavoro è insicuro, i diritti conquistati in anni lotte sono messi dubbio.
Dicono che è un problema di culture diverse. Noi diciamo che lavorare insieme è duro, perché le condizioni di lavoro diventano sempre più dure. Noi diciamo che non è un problema di razza, di cultura, di clandestinità. Noi diciamo che oggi tutti i lavoratori sono trattati come clandestini, visto il silenzio di tomba che circonda la loro condizione.
Dicono che i migranti che lavorano senza il permesso di soggiorno devono essere considerati dei criminali. Noi dichiariamo che non siamo più disposti a farci dividere e comandare favorendo il razzismo dentro e fuori il posto di lavoro. Noi dichiariamo che non permetteremo che il nostro compagno o la nostra compagna di lavoro siano marchiati per il colore della loro pelle o per la loro provenienza.
Noi riconosciamo che ogni discriminazione nei confronti di un altro lavoratore prima o poi viene pagata da tutti i lavoratori. Noi sappiamo da tempo che i ricatti e la precarietà imposti per legge ai migranti sono solo il laboratorio della precarietà e dei ricatti che chi governa l’insicurezza riserva a tutti noi.
Per questo, noi dichiariamo che non contribuiremo in alcun modo e in nessun luogo al lavoro del razzismo. Abbiamo già abbastanza problemi con il nostro lavoro quotidiano.
Per sottoscrizioni: contro.il.lavoro.del.razzismo@gmail.com
scarica l'appello in formato pdf. QUI
Mentre in Italia si discute di "pacchetto sicurezza", le offensive dei governi agiscono nel quadro europeo controllato da Frontex, agenzia europea di controllo e pattugliamento delle frontiere. Pubblichiamo l'intervento di Devi Sacchetto (Tavolo Migranti - Frassanito Network) durante il seminario organizzato nell'ambito dell'iniziativa "SHUT DOWN FRONTEX!", tenutasi a Varsavia il 5 giugno 2008. L'iniziativa è stata l'ottavo anello nella catena transnazionale di lotta dei migranti.
"Uno degli ultimi progetti finanziati dall’Unione europea è Frontex. Ma che cos’è Frontex? Qual è il suo ruolo? Persino le autorità libiche, durante la missione di Frontex in Libia, non erano in grado di capirne il ruolo, che identificavano con quello dell’Unione Europea e della sua commissione. Frontex è un’agenzia dell’Ue che opera in modo profondamente oscuro e segreto, sebbene riceva molti fondi pubblici...."