"Proprio questo eÌ€ il punto su cui vale allora la pena fermarsi, in che modo cioeÌ€ sia possibile cogliere quelle aperture, le trasformazioni che le donne migranti innescano e delle quali sono protagoniste, ripensando anche su questa base le parole d’ordine e le forme di organizzazione e di lotta dei movimenti delle donne e dei migranti".
Un contributo di Paola Rudan per il seminario La condizione del Lavoro Migrante organizzato dal Gruppo Migranti di Torino il 19 marzo 2008.
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"...la posizione delle donne migranti si carica di significati profondi e al contempo specifici, intrecciandosi con le trasformazioni in atto sul terreno dell’organizzazione del lavoro riproduttivo e con l’abbattimento del welfare, e contemporaneamente esprimendo una richiesta sempre piuÌ€ forte di un controllo sul proprio tempo e protezioni sociali che puoÌ€ essere terreno di lotta comune per tutte le donne al lavoro".
Un testo della Libera Università Contropiani sul lavoro delle donne, tra precarietà, Bossi-Fini e istanze di liberazione
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"Dentro al confine dei Cpt c’eÌ€ un altro confine, quello che separa le donne dagli uomini. Questa linea riconosce le donne, riconosce gli uomini, ma ne riduce i corpi all’assoluta oggettivitaÌ€, negandoli come desideri, affetti. Neutralizzando la loro differenza sessuata e nello stesso tempo ratificando quell’ordine patriarcale che insegue le donne al di laÌ€ dei confini del Cpt e di ogni confine".
Uno scritto sull'invisibilità delle donne migranti e il confine di genere, dentro e fuori i CPT. Di Paola Rudan, da il manifesto, Storie in Gabbia, 31 maggio 2003.
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